agriturismo Il Falco
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LA PAGINA E' IN COSTRUZIONE E PRESTO SARA' ULTIMATA - CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO. GRAZIE PER LA COMPRENSIONE.


Dall'Agriturismo nelle Marche Il falco, in poco tempo si può raggiungere la splendida Gubbio.

    Gubbio è la città dove San Francesco, scappato da Assisi, trova la fede e la conversione, inoltre è stata fino al 2013 la sede principale delle riprese della serie televisiva "Don Matteo", con Terence Hill ed è sede della festa dei ceri ogni 15 maggio per festeggiare il Patrono della Città Sant'Ubaldo.


    Una delle principali peculiarità della cittàd di Gubbio è l'ergersi su 3 diversi livelli collegati tra loro con ascensori pubblici e una funivia a due posti collega Gubbio (532m) alla Basilica di Sant'Ubaldo (803m).

    Conosciuta anche per il suo pregiato e rinomato artigianato, soprattutto per la tradizionale produzione di ceramiche (tra cui spicca il cermista futurista Polidoro Benveduti), per la lavorazione del ferro battuto e orafa, oltreché per i laboratori di oreficeria, di intarsio, di intaglio, di scultura, di ebanisteria, di restauro, di liuteria e di modellismo.


    E' una di quelle città da visitare assolutamente, in giornata, come Urbino e..... Dal Falco potrete partire alla scoperta di questi borghi storici senza problemi per poi tornare tranquillamente la sera e godervi un tramonto in piscina e magari facendovi anche una bella grigliata all'aperto. Oppure se preferirete vi consiglieremo i migliori ristoranti tipici della zona per finire la giornata con qualche cibo a km 0.


    Gubbio è sicuramente splendida da visitare durante i suoi eventi e fiere e mercati. Continuando la lettura potrete scoprire questi e molto ancora su questa millenaria Città. Buona Lettura....


AGRITURISMO IN UMBRIA E MARCHE VICINO A GUBBIO - credits: Stemmi Comunali Italiani, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=287498

EVENTI A GUBBIO:
  • Il 15 maggio di ogni anno vi si svolge la Festa dei Ceri in onore del patrono della città, sant'Ubaldo. Tre pesanti macchine di legno vengono portate a spalla in una sorta di staffetta senza vincitori. L'ordine dei tre ceri (Sant'Ubaldo patrono di Gubbio, San Giorgio e Sant'Antonio) è sempre lo stesso.  
  • L'ultima domenica di maggio di ogni anno vi si svolge il Palio della Balestra, evento folcloristico in onore del patrono della città, sant'Ubaldo.  
  • Dal 7 dicembre al 10 gennaio, sulle pendici del monte Ingino, viene disegnato con lampioni colorati il famoso Albero di Natale più grande del mondo.  
  • Nel giorno di Venerdì Santo vi si celebra la Processione del Cristo Morto, accompagnata dal canto del Miserere.
  • Nel mese di settembre viene organizzato il pellegrinaggio "Sentiero di Francesco", 40km da coprire in tre giorni per ripercorrere il percorso fatto da San Francesco d'Assisi nell'inverno tra il 1206 e il 1207.
  • Nella prima settimana di ottobre la città ospita il "Festival del Medioevo", manifestazione culturale incentrata sulla divulgazione storica e caratterizzata da lezioni magistrali, incontri con gli autori e “faccia a faccia” tra storici e saggisti. Propone inoltre mostre, mercati, una fiera del libro medievale, film, rievocazioni storiche, spettacoli, concerti, laboratori per bambini, erbari, giochi di ruolo e visite culturali guidate.




FIERE E MERCATI:
Ogni anno in città si svolgono alcune fiere in date fisse:
  • 17 maggio - Fiera di Sant'Ubaldo  
  • 24 giugno - Fiera di San Giovanni
Tradizionali Fiere-Mercato che si svolgono nel centro storico di Gubbio nell'arco dell'intera giornata (dalle ore 8,00 alle ore 20,00)

altre fiere e mercati con date ricorrenti:
  • fine ottobre -primi novembre: Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco e dei prodotti agroalimentari

  • tutti i martedi lavorativi: Mercato settimanale
    si tiene in Piazza 40 Martiri (dalle ore 8,00 alleore 14,00)
    NB: quando il martedi è giorno festivo il mercato si recupera nella prima domenica utile successiva

  • 3^ domenica di ogni mese: Mercatino Antiquariato
    Centro storico - Logge dei Tiratori - ore 9,00-19,00
    per maggiori informazioni: Confesercenti Gubbio 075 9276410

  • 4^ domenica di ogni mese: Mostra mercato mensile dei prodotti biologici, naturali e artigianato ecocompatibile
    Centro storico- Logge dei Tiratori - ore 9,00-18,00
    per maggiori informazioni: 075 9220693 - Servizio Turistico Associato

COMUNE DI GUBBIO PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATI.





PER SAPERNE DI PIU' SU GUBBIO:

Conosciuta anche come Iguvium o Eugubium in latino, Ikuvium in umbro, fa parte della Comunità Montana Alto Chiascio dell'Associazione nazionale città del tartufo e dell'Associazione italiana città della ceramica.

Il territorio è prevalentemente montuoso e collinare alle falde del monte Ignino e a nord est confina con la provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

Il clima è molto influenzato dai vini Appennini che d'inverno la rendono tra il freddo ed il mite con addirittura precipitazioni nevose. L'estate è calda ma ventilata con sporadiche piogge.




GUBBIO E SAN FRANCESCO:
Gubbio è la città dove San Francesco ha incontrato il Lupo e quindi la sua storia è ad esso collegata. L'episodio miracoloso è uno dei più conosciuti al mondo ed è citato nel XXI capitolo dei Fioretti di San Francesco, e sarebbe avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, detta della Vittorina. E' possibile che il lupo, o la lupa, sia metafora di un bandito riconciliato con la città da Francesco, ma moltissimi studiosi parlano di un animale vero. Scrivono le fonti francescane: "Francesco gli fa il segno della santissima croce, e chiamollo a sè e disse così «Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona». Mirabile cosa a dire! Immantanente che santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca e ristette di correre; e fatto il comandamento, venne mansuetamente come agnello, e gittossi alli piedi di santo Francesco a giacere."
A Gubbio, Francesco si rifugiò dopo essersi allontanato da Assisi, trovando asilo presso la famiglia degli Spadalonga, e proprio qui avvenne la vera conversione, in quanto l'aver vissuto insieme ai poveri e ai lebbrosi del posto, cambiò radicalmente la sua vita. Proprio per questo motivo, la città è attraversata da diversi sentieri percorsi ogni anno da migliaia di pellegrini, tutti nel nome del Santo. Uno di questi è chiamato il Cammino di Assisi.




LA STORIA IN BREVE:
Le origini risalgono già al paleolitico e numerosi insediamenti e tombe risalenti all'età del bronzo sorgevano dove ora sorge il centro storico.
Alleatasi con Roma nel 295 a.C., nel 167 a.C. ottenne nell'89 a.C. la cittadinanza romana e ne divenne un “municipium”.
Nell'alto mediovevo, 552, venne distrutta e poi ricostruita con due potenti torri difensive, non più in pianura, ma alle pendici del monte Ingino. Nel corso dell'VIII secolo, Gubbio fu interessata a più riprese dall'espansione dei re longobardi Liutprando, Astolfo e Desiderio nei territori bizantini dell'Italia centrale.  


Libero comune
Ceduta alla Chiesa con le donazioni di Pipino il Breve e Carlo Magno, la città, pur assoggettata ai vescovi, si costituì in Libero comune di fazione ghibellina e, nell'XI secolo, iniziò una politica espansionistica. Le continue guerre di confine portarono Gubbio ad avere più di cento castelli sotto il suo dominio ma, nello stesso tempo, ad entrare in forte conflitto con Perugia, allarmata dal suo espansionismo.  
Nel 1151 undici città confederate, capeggiate da Perugia, attaccarono Gubbio con l'intento di spazzarla via. La città resse all'urto e il seguente contrattacco portò ad una schiacciante vittoria degli assediati. L'evento fu attribuito all'intervento ritenuto miracoloso di sant'Ubaldo (1080-1160), allora vescovo della città. La potenza militare e commerciale che Gubbio andava sempre più ostentando portò ad altri scontri con Perugia, finché nel 1257 i perugini occuparono parte dei territori eugubini, che furono poi restituiti con il trattato di pace del 1273.
 
Nel X secolo Gubbio prosperò in pace, crescendo dal punto di vista sia urbanistico, sia economico, sia demografico. Nel 1263, i guelfi presero il potere, che detennero fino al 1350 tranne brevi parentesi, come quando, nel 1300, Gubbio fu occupata dalle truppe ghibelline del conte di Ghiacciolo (Uberto Malatesta) e di Uguccione della Faggiuola. Infine, caduta sotto la signoria di Giovanni Gabrielli, nel 1354 fu assediata ed espugnata dal cardinale Albornoz, legato pontificio, che l'assoggettò alla Chiesa concedendo, però, alla città gli antichi privilegi e statuti propri.

La pace fu di breve durata poiché il governo pontificio non mantenne le promesse fatte dal cardinale Albornoz: gli eugubini nel 1376 insorsero e instaurarono un autogoverno.  
Pochi anni dopo, nel 1381, il vescovo Gabriello Gabrielli, appoggiato dal papa, si autoproclamò signore di Agobbio, nome medioevale di Gubbio, provocando la ribellione dei cittadini che, ridotti alla fame, nel 1384 si levarono in armi contro il vescovo. Impossibilitati a resistere al battagliero vescovo, che non voleva perdere il dominio sulla città, gli eugubini si "consegnarono" spontaneamente ai Montefeltro, duchi di Urbino, perdendo così il titolo di libero comune, ma ottenendo un lungo periodo di tranquillità.
I Montefeltro, signori amanti dell'arte, restituirono a Gubbio i privilegi e gli ordinamenti civili, la città tornò così a fiorire culturalmente e artisticamente; in quel periodo fu ricostruito il Palazzo dei Consoli. Salvo brevi interruzioni per le signorie dei Malatesta e di Cesare Borgia, la città rimase ai Montefeltro fino al 1508 quando subentrarono, nel dominio della città, i Della Rovere, che lo tennero fino al 1631 quando, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, ultimo erede della casata, tutti i beni e tutti i feudi passarono, come da volontà testamentaria, allo stato pontificio.  


Nel 1860 Gubbio fu annessa al Regno d'Italia e, per effetto del decreto Minghetti, il 22 dicembre 1860 fu distaccata dalle Marche e aggregata all'Umbria, distaccandola dalla Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro e aggregandola alla neo-costituita Provincia di Perugia.





MONUMENTI DI GUBBIO E LUOGHI DI INTERESSE:
Nel territorio è in parte compresa la Serra di Burano, mentre poco più a sud-est è posta l'area del Monte Cucco.  
Testimonianze del periodo umbro sono le Tavole eugubine, scoperte intorno metà del XV secolo e acquistate dal comune nel 1456, costituite da sette tavole in bronzo, in parte redatte in alfabeto umbro e in parte in alfabeto latino, ma sempre in lingua umbra, ora custodite presso il museo civico del Palazzo dei Consoli.

RELIGIOSI:
 
Duomo di Gubbio: dedicata ai protomartiri cristiani Mariano e Giacomo, la Cattedrale fu costruita su progetto di Giovanni da Gubbio a partire dal 1190 sull'area concessa dal vescovo Bentivoglio. Completata nel 1229 e ampliata una prima volta nel 1336 e una seconda a metà del XVI secolo, ha una facciata molto semplice, caratterizzata da una scalinata e un rosone attorniato dai simboli dei quattro evangelisti e dall'agnello mistico, appartenenti alla primitiva cattedrale.  

Chiesa di San Francesco: La chiesa fu costruita nella seconda metà del XIII secolo presso il fondaco della famiglia Spadalonga, che avrebbe accolto San Francesco d'Assisi dopo il suo abbandono della casa paterna. La chiesa è probabilmente opera dell'architetto frà Bevignate da Perugia, anche se la sua attribuzione è ancora oggetto di discussione.  

Chiesa di Santa Maria della Vittoria (o della Vittorina): La costruzione originaria della piccola chiesa si fa risalire al secolo IX, nel punto in cui gli eugubini avevano battuto i saraceni. Per questo era stata chiamata Vittorina. All'interno le pareti dell'unica navata vengono arricchite, nel quattrocento, con decorazioni a fresco, mentre sono seicenteschi i 14 quadretti con le storie della Madonna. Nel 1213 il beato Villano, vescovo della città, concesse ai frati francescani di stabilire la loro sede nell'antica chiesa. La tradizione vuole che qui San Francesco d'Assisi ammansisce con il segno della croce il lupo feroce che atterriva gli abitanti del contado di Gubbio intorno al 1222.  

Chiesa di San Francesco della Pace (o dei Muratori): Costruita nella prima metà del sec. XVII dall'Università dei Muratori nel luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava la grotta ove visse il lupo di Gubbio. All'interno è visibile la pietra su cui si dice che avvenne il patto di pace tra San Francesco d'Assisi e il lupo, e il coperchio del sarcofago in pietra della presunta sepoltura dell'animale in questione. Nella chiesa sono inoltre conservate le statuette di S. Ubaldo, S. Giorgio e S. Antonio collocate in cima ai Ceri nella celebre festa del 15 maggio.  

San Giovanni Battista: La chiesa fu costruita fra il XIII e il XIV secolo, con ogni probabilità sul sito occupato in precedenza dal primitivo Duomo di San Mariano. La chiesa ha una facciata prettamente gotica, mentre il campanile è romanico. L'interno è costituito da una singola navata con abside quadrata, mentre il tetto è sostenuto da archi in pietra su colonne binate. Molti degli affreschi originari sono andati perduti; rimangono solo alcuni frammenti di una Santa Caterina d'Alessandria e di uno Sposalizio mistico di Santa Caterina. Questa chiesa è famosa anche per aver ospitato il set della fiction di Rai 1 Don Matteo per molti anni.  

San Domenico: La chiesa fu fondata sulla più antica chiesa di San Martino, esistente da prima del 1180, quando i domenicani si insediarono a Gubbio nel vicino convento (principio del XIV secolo). Fu modificata nel XVI e nel XVIII secolo, ma la facciata rimase incompiuta. L'abside è sorretta da torrioni angolari. Vi fu sepolto Mastro Giorgio Andreoli.

Basilica di Sant'Ubaldo: La basilica, posta sulla cima del monte Ingino a 827 m s.l.m., custodisce il corpo del santo patrono di Gubbio, sant'Ubaldo, da cui prende nome.  
Chiesa di Sant'Agostino, Chiesa di San Francesco di Paola


CIVILI:
 
Palazzo dei Consoli: Il Palazzo dei Consoli fu fatto costruire nel XIV secolo dal governo della città, che in questo modo voleva testimoniare la grandezza e la potenza raggiunta dalla città. Il palazzo, in stile gotico, dal 1901 è sede del museo civico che, tra le altre cose, custodisce le preziosissime Tavole eugubine.  

Palazzo Pretorio: Il Palazzo Pretorio si trova in Piazza della Signoria, detta Piazza Grande di Gubbio, proprio di fronte al Palazzo dei Consoli. La sua costruzione iniziò nel 1349 e proseguì fino al XVII secolo, senza mai giungere al completamento. In origine il palazzo aveva tre vaste sale sovrapposte, ognuna con volta a crociera che poggia su un unico pilastro centrale. Attualmente è la sede del comune di Gubbio.

Palazzo Ducale: Il Palazzo Ducale si trova davanti al Duomo di Gubbio e fu costruito per ordine di Federico da Montefeltro dopo il 1470. All'interno del palazzo si trovava lo studiolo del Duca, con soffitto a cassettoni e pareti coperte da splendide tarsie lignee. Lo studiolo venne realizzato fra il 1479 e il 1482 dalla bottega fiorentina di Giuliano da Maiano, su disegni di Francesco di Giorgio Martini; l'intero ambiente è stato venduto nel 1939 al Metropolitan Museum di New York.

Palazzo del Capitano del Popolo: Il Palazzo sorge nel quartiere di San Martino, risale al XIII secolo e appartenne per un certo periodo di tempo alla famiglia Gabrielli. Ospita ora una piccola mostra con alcuni arnesi di tortura.

Palazzo del Bargello: Tipico esempio di architettura gotica a Gubbio. Sorge nella suggestiva via dei Consoli e fu eretto nei primi anni del 1300. È sede del museo della balestra. Gubbio è tradizionalmente definita la città dei matti, riferendosi alla proverbiale imprevedibilità e ironia degli eugubini. Una usanza tradizionale è il conferire la patente da matto a chi compie tre interi giri di corsa intorno alla cinquecentesca fontana dei matti, situata nel largo del Bargello di fronte al Palazzo, per poi ricevere il battesimo dagli schizzi d'acqua della stessa.



SITI ARCHEOLOGICI:
Appena oltre le mura romane, si trova il teatro romano, risalente al I secolo a.C. Costruito tra il 55 e il 27 a.C., una lapide qui ritrovata menziona una serie di lavori fatti in epoca augustea da Gneo Satrio Rufo, quattuorviro di Gubbio.  
Scavi e conseguenti opere di recupero e restauro si sono succedute fin dal 1789 e hanno portato alla luce diversi mosaici di pregevole fattura. Sono ben conservati le arcate inferiori, parte di quelle superiori, la cavea (che poteva contenere anche 6.000 spettatori) e la scena con nicchie curve e rettangolari.  


Antiquarium  
Vicino al teatro romano si trova un piccolo ma ricco museo archeologico, costruito sui resti di una domus con bei pavimenti mosaicati, che custodisce interessanti reperti, provenienti da varie zone di Gubbio, riferibili ad epoca preromana (fase umbra) e romana. Il biglietto di 3,00 € dà diritto all'accesso al museo, al sito del teatro romano e ai mosaici della "domus del banchetto" nella vicina area Guastuglia.  
Mausoleo
Si tratta di un rudere di tomba romana, localizzata nei pressi del teatro, originariamente rivestita di grossi blocchi di pietra squadrati, avente una camera sepolcrale ancora ben conservata con volta a botte e una piccola finestra. Fu ritenuta nei secoli passati come il sepolcro di Genzio, ultimo re dell'Illiria. È in realtà il mausoleo di Pomponio Grecino, prefetto di Gubbio nel I° secolo A.C.  
La Gola del Bottaccione o Gola dell'Iridio
Bottaccione significa grande bottaccio, ossia una diga, un grande bacino artificiale di raccolta delle acque ottenuto dallo sbarramento del torrente Camignano. La singolarità dell'invaso è che non si tratta di un'opera recente, ma di una diga contemporanea all'antico acquedotto medievale, attribuito al maestro eugubino Matteo Gattaponi. che pure corre lungo la Gola: due opere di grande ingegneria di cui gli eugubini un tempo andavano fieri.



MUSEI DI GUBBIO:
  • Museo Diocesano  
  • Museo di Palazzo Ducale  
  • Museo civico di Palazzo dei Consoli  
  • Antiquarium del Teatro Romano  
  • Museo delle "Memorie Ubaldiane"  
  • "I CERI - enjoy & share" | Centro promozionale e di documentazione sulla Festa dei Ceri  
  • Museo - Torre di Porta Romana  
  • Museo della Balestra presso il Palazzo del Bargello  
  • Museo - Laboratorio multimediale “Gola del Bottaccione | Archivio della Terra” presso il complesso monastico di San Benedetto.



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